La sindacalista Cappellotto attacca il movimento femminile assente della sua progettualità

Dopo un lungo letargo, lontana dai problemi che attanagliano le cicliste e il ciclismo in generale, ecco che ritorna a parlare la vice presidente ACCPI Alessandra Cappellotto. E lo fa rilasciando un’intervista al prestigioso BiciSport.
L’ex campionessa del Mondo, che tutti noi abbiamo ammirato e applaudito da ciclista, si è lanciata nell’attività sindacale con ACCPI e CPA sperando di apportare la sua esperienza sportiva senza rendersi conto, nemmeno strada facendo, di non avere le capacità manageriali per rappresentare un movimento moderno, vincente e con la voglia di conquistarsi i palcoscenici che ha dimostrato di meritare.

Federciclismo, calano i costi e aumentano le franchigie Unipol! Ciclisti professionisti Italiani in squadre straniere senza coperture...!?

Si parla tanto di sicurezza e di sostegno alle vittime, si decanta tanto la riduzione dei costi dei tesseramenti e di attività etc etc e poi, andando a leggere i nuovi accordi pattuiti tra Federciclismo & Unipol (art.2), mi ritrovo a prendere nota che le franchigie sono lievitate nel silenzio più assordante. Scorrendo le pagine (11-12) cado sull'Art.4 - Esclusioni e con mera sorpresa leggo, sotto il punto "J) - disturbi mentali o psichici in genere, ivi compresi i comportamenti nevrotici" che i ciclisti professionisti non sono coperti salvo le convocazioni con le rappresentative Nazionali.

Tentato investimento: inviato esposto alla Questura di Empoli

Questo pomeriggio, tramite posta certificata, ho inoltrato un esposto alla Questura di Empoli con la speranza che tale Commissariato apra un'indagine. Riporto il contenuto della mail e sollecito tutte le cicliste e i ciclisti vittime di incidenti e/o tentativi di investimento di seguire il mio esempio d esporre i fatti documentati alla Questura di appartenenza.

Mi Chiamo Valter Pettinati, sono un giornalista (OdG Toscana), ex ciclista professionista, presidente del team virtuale di ciclismo femminile ciciste.eu

La deludente situazione delle Nazionali di ciclismo fuoristrada

Il vergognoso fatto delle biciclette di Eva Lechner dimenticata in Italia in occasione del recente Europeo di ciclocross olandese, mi ha portato a fare un approfondimento sull’organizzazione della Nazionale azzurra del fuoristrada.
E’ bastata una semplice indagine giornalistica per far emergere alcune presunte verità allarmanti e destabilizzanti che vanno oltre all’immaginazione più pessimistica. Ovviamente non riporto le fonti e ci tengo a specificare che da questa indagine ho volutamente escluso le cicliste.
Userò, come da prassi, il condizionale anche per dare modo ai diretti interessati di rispondere e/o di contattarmi per i loro chiarimenti.
Ma cosa è avvenuto alla stella del ciclocross Italiano? Riporto le parole del suo DS Luca Bramati pubblicate da "tuttobiciweb":

The Cyclists' Alliance: il 25% delle cicliste non percepisce un compenso. Va tutto bene cosi?

Da maggio a giugno 2020, le professioniste e le dilettanti (in Italia il professionismo alle donne è proibito da una legge di Stato) hanno partecipato al sondaggio annuale istituito da "The Cyclists' Alliance". Il sondaggio era aperto a tutte le discipline ciclistiche, nonché ai livelli Under 23, Continental e Women's World Tour per garantire che i risultati fossero maggiormente rappresentativi.
Hanno partecipato al sondaccio 100 cicliste.