Dopo un lungo letargo, lontana dai problemi che attanagliano le cicliste e il ciclismo in generale, ecco che ritorna a parlare la vice presidente ACCPI Alessandra Cappellotto. E lo fa rilasciando un’intervista al prestigioso BiciSport.
L’ex campionessa del Mondo, che tutti noi abbiamo ammirato e applaudito da ciclista, si è lanciata nell’attività sindacale con ACCPI e CPA sperando di apportare la sua esperienza sportiva senza rendersi conto, nemmeno strada facendo, di non avere le capacità manageriali per rappresentare un movimento moderno, vincente e con la voglia di conquistarsi i palcoscenici che ha dimostrato di meritare.
Si parla tanto di sicurezza e di sostegno alle vittime, si decanta tanto la riduzione dei costi dei tesseramenti e di attività etc etc e poi, andando a leggere i nuovi accordi pattuiti tra Federciclismo & Unipol (art.2), mi ritrovo a prendere nota che le franchigie sono lievitate nel silenzio più assordante. Scorrendo le pagine (11-12) cado sull'Art.4 - Esclusioni e con mera sorpresa leggo, sotto il punto "J) - disturbi mentali o psichici in genere, ivi compresi i comportamenti nevrotici" che i ciclisti professionisti non sono coperti salvo le convocazioni con le rappresentative Nazionali.









